giovedì 14 febbraio 2013

Sofia si veste sempre di nero


- La tua faccia è tutta asimmetrica –  Ed è così che sono? Asimmetrica? - (cit.) 


Ho letto Sofia si veste sempre di nero solo qualche mese fa, mi ha colpita e ne voglio parlare qui in questa mia raccolta di letture.
Inizierò col dire che il minimalismo della scrittura dell’autore Paolo Cognetti mi ha affascinata:  punta dritto alla meta senza giri di parole, a volte crudo a tratti tenero, riesce a coinvolgere emotivamente il lettore.
Il ritratto di Sofia, figlia unica che mal vive la sua solitudine, è quello di una donna spigolosa, indimenticabile, inquieta e nevrotica che esce dallo stereotipo di femminilità.

L
a trama  si snoda in dieci racconti che come fotografie  prese singolarmente raccontano momenti di vita, messe tutte insieme formano l'album  dei trent'anni di vissuto di Sofia: l’infanzia da maschiaccio con il cuginetto compagno di giochi che la fa appassionare alle avventure dei pirati; l’adolescenza con la depressione della madre ed il tradimento del padre che la portano a vivere un tormento psicologico sino al tentato suicidio;  la malattia del padre e la sua morte; la liberatoria  scoperta del sesso; la sua passione per la recitazione ed il teatro che la condurranno a vivere lontana da casa in cerca di un lavoro, di un compagno.

Un libro dove non è difficile identificarsi anche solo per un momento. 


Paolo Cognetti (Milano, 27 gennaio 1978). È un documentarista di carattere sociale, politico, letterario.  Nel 2009 ha vinto il premio Lo Straniero, riconoscimento attribuito dalla rivista Lo Straniero diretta da Goffredo Fofi ad artisti, saggisti, operatori, iniziative culturali e sociali di particolare spessore e generosità, con la seguente motivazione: "Paolo Cognetti, milanese, è tra i giovani scrittori italiani (ha da poco superato i trent'anni  uno dei più attenti a sentire e narrare il disagio delle nuove generazioni e gli anni difficili dell’adolescenza di questi anni, di fronte a un contesto di incerta sostanza e di sicurezza precaria. È anche autore di documentari e inchieste sulla giovane letteratura statunitense, ma sono le sue raccolte di racconti ad aver convinto del suo talento e del suo rigore, e della sua moralità di scrittore vero."
Blogger,  con il suo : Capitano mio capitano.
È autore di:
Manuale per ragazze di successo – anno 2004 -Minimum Fax, raccolta di sette racconti. Finalista al Premio Bergamo 2005.
Una cosa piccola che sta per esplodere – anno 2007 - Minimum Fax, raccolta di cinque racconti. Vincitore del Premio Settembrini 2008, sezione giovani. Finalista al Premio letterario Piero Chiara 2008. Vincitore del Premio Renato Fucini 2009.
(fonte Wikipedia)

lunedì 4 febbraio 2013

Chocolat


"Il vento ha spazzato via le mie paure. Faccio un cenno di saluto all'Uomo Nero nella sua torre, e il vento mi strattona allegramente la gonna. Sono fuori di me per la gioia, piena di aspettative." (cit)


Conoscete qualcosa di più “invitante”,  “trasgressivo” e “liberatorio” che cedere alla tentazione di farsi sciogliere in bocca un cioccolatino, qualcosa di più rinfrancante che bere una tazza di cioccolata calda quando fuori il freddo gela il paesaggio e l’animo; il tutto a dispetto dello spirito di sacrificio per mantenere il nostro aspetto “in linea” (in linea con cosa, poi?)? Se la vostra risposta è un “sì” questo libro non fa per voi, altrimenti troverete la lettura di questo accattivante romanzo una vera delizia per il vostro palato di lettori intenditori.

In un contesto di magia,  invitanti profumi di cacao, cannella e vaniglia, tra chicchere dall’aspetto antico, nastri e scatole elegantemente confezionate,   in Chocolat   ho trovato un’accusa al perbenismo tipico delle cittadine di provincia dettato dall'osservanza delle convenzioni religiose e non, un rifiuto alle mortificazioni dello spirito e del corpo, un invito a vivere la vita lasciandosi trasportare dall'istinto  e dando libero sfogo alla propria voglia di libertà arrivando così al raggiungimento della  felicità terrena:  vivere, dunque, senza pregiudizi, schemi, tabù, limiti di età o discriminazioni di ceti. Questo, in sintesi, penso sia ciò che l’autrice del libro Joanne Harris abbia inteso comunicarci.

L
a protagonista, Vianne Rocher, una  misteriosa donna  simpatica e col carattere forte e dolce come il cioccolato, arriva con la sua bambina Anouk, in un paesino della campagna francese. Per guadagnarsi da vivere rileva una vecchia panetteria con la ferma intenzione di farne una cioccolateria.
 La notizia  sconvolge la vita monotona e lenta del paese al punto che,